La violenza non è la nostra idea

Silvio Berlusconi colpito al volto alla manifestazione del 13-12-2009

Come onda viola tv e popolo viola respingiamo la violenza come mezzo di azione per rivendicare i diritti democratici.

A maggior ragione verso persone che rappresentano le istituzioni.

onda viola tv

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5 Responses to “La violenza non è la nostra idea”


  1. 1 Utente 14 dicembre 2009 alle 19:38

    Apprezzo e condivido ciò che dite per cui “La violenza non è la nostra idea”. Purtuttavia, leggendo l’articolo, quando scrivete «…respingiamo la violenza come mezzo di azione _per rivendicare i diritti democratici_» (il _sottolineato_ l’ho aggiunto io) al lettore medio sembra COME SE VOI AVESTE DETTO “L’azione di quell’uomo con problemi psichici e che ha commesso quel crimine contro il capo del governo, sebbene sia stata un’azione violenta (e quindi noi di Onda Viola la respingiamo) purtuttavia in qualche modo quell’uomo stava cercando, malamente, di rivendicare i suoi diritti democratici.”

    Ecco, mi sembra che parlare di “rivendicazione di diritti democratici” in questo contesto, dove il Presidente del Consiglio sig. Berlusconi, è stato brutalmente ferito, sia … un tantino fuori contesto. A prescindere dal fatto che uno possa essere pro o contro le idee politiche Berlusconi.

    Fossi stato io di Onda Viola a dover dare la notizia avrei detto: “respingiamo la violenza come mezzo di azione, sempre, comunque, verso chiunque, a prescindere dalle circostanze”. Come ha detto Bersani, senza se e senza ma.

    Saluti.
    Un amico.

  2. 2 Chiara 14 dicembre 2009 alle 19:52

    E’ vero , dici bene Utente. Anch’io NON condivido le idee politiche di Berlusconi, ma mai e poi mai mi sognerei di fare un’azione violenta contro un avversario politico. E non è certo questo il caso di lasciare dei dubbi a coloro che sono indecisi sulla buona volontà e sull’onestà di chi contesta (in modo civile) le idee del PdL. Ritengo infatti sacrosanto quanto scritto dal nostro assennato Presidente Napolitano che qui vi trascrivo:

    «Non si alimentino tensioni, si misurino le parole, dovunque si parli: nelle piazze, nei congressi di partito e in tv. Non è la prima volta – ha detto Napolitano – che lo dico e sono costretto a ripeterlo».

    Quindi, stiamo tutti attenti a come parliamo. Anche nei blog.
    Ciao da Chiara

  3. 3 ondaviolatv 15 dicembre 2009 alle 10:19

    Ringrazio “Utente” del suo intervento,

    e lo invito a leggere una parte della discussione che sta avvenendo (anche sulla gerarchia it.*) a partire da una mia riflessione sulla *non violenza* che oggi ho trascritto con il titolo:

    Travaglio/Gandhi: il diritto all’odio/il diritto all’amore

    E’ un momento delicato in cui la violenza sia fisica che verbale può portarci ad una deriva in cui la situazione possa divenire oltre i limiti della convivenza civile e -invece- c’è da difendere il diritto alla libera espressione che non sia apologia di reato.

    Sul fatto che vada respinta anche la sintomatologia di un disadattato mentale o di una folla che perda il lume della ragione mi trovi daccordo -e con me tutte le persone dotate di senno- al 100%

    Se un movimento che chiede la “difesa delle istituzioni democratiche e della carta costituzionale” come è il *movimento viola* fosse criminalizzato -però- non ne subirebbero un danno solo coloro che si riconoscono nei valori della nostra costituzione, ma tutti, a mio avviso.

    Ricordo a tutti che il NO B DAY non era una giornata contro il presidente del consiglio,(a nostro avviso, ossia ad avviso di tutte le forze democratiche), che ha -invece- la piena legittimità a svolgere la sua funzione.

    E’ stato detto più volte prima/durante/dopo la manifestazione che è il “Berlusconismo” che trovava dei fattori su cui riflettere.

    Ossia -se in Italia- è ancora possibile una elaborazione politica alternativa e democraticamente espressa in modo non violento in cui si voglia convincere la gente delle proprie tesi con il dialogo e con la sola forza del ragionamento.

    Io dico che il 5 dic 2009 è stata una vittoria di Berlusconi che ha consentito che una manifestazione pacifica potesse svolgersi e consentisse una riflessione e elaborazione non contro Berlusconi, ma su come chiunque sia tenuto al rispetto delle regole democratiche.

    Una vittoria del presidente Berlusconi perché ha consentito che la esigenza di espressione si svolgesse in modo pacifico e non violento.

    Alcuni -ho sentito le interviste di questi giorni- teorizzano -invece- che tali manifestazioni siano alla base di un clima di odio e -quindi vadano represse o impedite.

    Io non ho difficoltà a dire che nessuno di quelli sani di mente che hanno partecipato a manifestare per il rispetto della costituzione ha sentimenti negativi verso alcuno, né tanto meno per Silvio Berlusconi.

    C’erano mamme con i bambini piccoli in braccio.

    C’erano studenti e persone anziane.

    C’era gente che pigiata l’una contro l’altra che era in metropolitana e per le strade e non c’è stato nessun evento di intolleranza.

    C’erano i verdi e la sinistra extraparlamentare.

    C’erano alcuni rappresentanti del PD e dell’IDV.

    C’è stato persino chi voleva alzare striscioni davanti alle telecamere e abbiamo usato la parola per convincere e non la violenza per opporci.

    Siamo riusciti a stare “tutti insieme non per odio contro qualcuno” ma _per_amore_ che nessuno debba andare oltre i confini della convivenza civile e la convivenza è civile se sa usare la libertà perché possa cercare soluzioni alla luce della ragione, e senza fare del male a nessuno.

    Invito tutti, di qualunque parte politica a aumentare la fermezza a non usare che _il_dialogo_.

    La crisi italiana non è solo italiana, ma planetaria.

    In Grecia vi sono già stati eccessi e in Italia solo qualche incidente minore tra gruppi universitari e la polizia.

    Necessita un piano di elaborazione costruttiva e non scendere sul piano di estremismi.

    Come leggerai nel mio intervento sul blog che ti ho indicato io teorizzo un _diritto_a_amarsi e NO un diritto all’ODIO.

    Mi sono messo gratuitamente a curare questo blog perché vi sono responsabilità civili di ciascuno di noi di invocare -dove si può- la ragione e il dialogo.

    Io sono ottimista, nel nostro futuro c’è posto per tutti e per la salute e la felicità

    Grazie a tutti,

    L

  4. 4 Utente 15 dicembre 2009 alle 13:08

    Ondaviolatv, ho letto il tuo intervento che condivido, però in parte. Lo condivido dove dici:
    «[…] E’ un momento delicato in cui la violenza sia fisica che verbale può portarci ad una deriva in cui la situazione possa divenire oltre i limiti della convivenza civile e -invece- c’è da difendere il diritto alla libera espressione che non sia apologia di reato.»

    Non condivido invece legare questo episodio (un’azione criminale fatta da uno squilibrato) con il normale e civile dibattito che deve avvenire nella normale logica democratica.

    Quindi, l’unica cosa “stonata” è parlare – riguardo a questo episodio – in questo contesto, di quello che scrivi dopo

    «[…] Se un movimento che chiede la “difesa delle istituzioni democratiche e della carta costituzionale” come è il *movimento viola* fosse criminalizzato -però- non ne subirebbero un danno solo coloro che si riconoscono nei valori della nostra costituzione, ma tutti, a mio avviso.»

    Infatti, se hai notato, i leader politici più intelligenti non hanno fatto repliche a quanto detto da Berlusconi nel suo discorso a Milano. Ci sarà tempo di ribattere e ribadire la necessità di salvaguardare sia l’integrità della Carta Costituzionale che della indipendenza della Magistratura. Ci sarà tempo. Ora bisogna condannare con forza la violenza. Da qualunque parte venga e per qualunque motivo sia usata. Stop.

    Per ora, concordo appieno solo con Chiara che richiama le parole del Presidente della Repubblica “misurare le parole”.

    Misurare le parole

    Ciao.

    • 5 ondaviolatv 15 dicembre 2009 alle 23:04

      Più che legittimo da parte tua sottolineare le osservazioni che non ti senti di condividere. Rimane il fatto che c’è da progettare una prospettiva che proponga delle soluzioni e ciò vada fatto dopo una analisi.

      La politica non è opportuno che si trasformi in una attività teatrale dove siano più importanti i consulenti di immagine degli statisti.

      Una forza politica deve essere capace di guidare una azione e non di farsi guidare dalla emozione.

      Guidare grazie -secondo me- a spiegare da dove si vuole partire e dove si vuole arrivare e perché.

      Ti faccio l’esempio di Prodi e dell’entrate nell’euro.

      Prodi spiegò l’importanza dell’entrata nell’euro e spiegò che ciò richiedeva un aumento del prelievo fiscale.

      Se un governo democratico gestisce la cosa pubblica deve anche correre il rischio di dire cose che potrebbero penalizzarlo.

      E’ facile infatti promettere abbassamento delle tasse e poi non farlo e -inoltre- incorrere in una procedura di infrazione del rapporto deficit/pil che poi magari dovrà risanare il governo successivo, sempre che non si voglia mandare un intero paese alla bancarotta.

      Non considero Romano Prodi la perfezione, poiché io avrei consentito a de Magistris di completare le inchieste che aveva in corso, che peraltro sono passate a chi lo ha sostituito.

      Ma era tanto per fare un esempio di “senso dell’interesse pubblico e del non rincorrere necessariamente un consenso a tutti i costi”.

      Quindi la politica seria, che non sia “il teatrino della politica” deve correre il rischio di dire anche delle cose impopolari, che non cavalchino l’emozione e il consenso o i sondaggi.

      Poi ognuno, finché rimane nell’ambito delle regole della convivenza civile, si esprime come crede.

      Ma non giudicherei mai una persona da come si veste, ma da come pensa, curando la sostanza delle cose, più che l’impressione di come appaiono, anche se sono un grande appassionato e studioso di come l’immagine si relaziona con i fatti.

      Ciao,

      L


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