NON CensureRAI? [fratel Papi e altre storie]

Non censureRAI?

http://www.repubblica.it/politica/2010/03/02/news/intervista_santoro-2475654/

cit:
L’intervista. Santoro: “Lo stop del Cda ai programmi deciso fuori da viale Mazzini”

“Così uccidono la tv pubblica
Berlusconi comanda su tutto”

“La par condicio è un pretesto, la questione è più grande, c’è un attacco senza precedenti ai poteri di controllo

La trasmissione di Vespa è vecchia e in affanno. Nessuno lo dice perché è la terza camera dello Stato”

di GOFFREDO DE MARCHIS

ROMA – “Berlusconi lo ha capito da tempo: ormai c’è un rapporto diretto tra opinione pubblica e leader. Ma i cittadini cambiano idea, danno il consenso e lo tolgono. Per questo ha bisogno di mettere alla telecamera una calza senza smagliature, di costruire un racconto della realtà che non intacchi l’immagine del capo. Non sono ammesse trasmissioni che pongono interrogativi, sollevano dubbi, spiegano che l’inceneritore di Napoli non funziona o che all’Aquila c’è qualche problema”. Stavolta la battaglia di Michele Santoro non è solitaria. Il conduttore di Annozero ha deciso di combatterla con gli altri: con la Fnsi, il sindacato, Floris, Gianluigi Paragone, persino con Vespa che pure gli dà la colpa di aver creato il clima che oggi porta alla cancellazione di quattro programmi Rai.

Che differenze ci sono, Santoro, tra questo momento e l’editto di Sofia?
“Che la Rai oggi, come soggetto editoriale, è più debole di prima. Che è un’azienda che sta morendo. E non l’ho detto io, l’ha detto il presidente Garimberti. Che gli spazi di autonomia di tutta la televisione sono ancora più stretti perché ai partiti non è rimasto niente dell’eredità della Prima repubblica: ideologia e cultura. Sono gruppi di potere e basta”.

Ma è l’azienda ad aver deciso la chiusura dei vostri programmi. Il regolamento della Vigilanza non era così drastico.
“Certo, l’azienda, il direttore generale… Mentre eravamo tutti agitati per il regolamento uscito dalla commissione, lui stava in vacanza. È chiaro: non aveva bisogno di essere qui. La decisione era già stata presa e non a Viale Mazzini”.

Lei dice che i partiti vogliono far valere la legge del più forte. È solo questo il punto?

“La par condicio è un pretesto, come le elezioni regionali. La questione è più grande. Da un po’ assistiamo a un attacco senza precedenti ai poteri di controllo: la magistratura, l’informazione, la burocrazia, come nel caso della Protezione civile. Cercano una militarizzazione della società. Di questo disegno Berlusconi è il principale architetto. Ma non agisce da solo”.

In che senso?
“I partiti della sinistra si oppongono alla cancellazione dei programmi perché si devono opporre, per inerzia. Ma sono ancora in attesa di assistere alla loro svolta liberale. La verità è che c’è ancora molto comunismo in quella parte politica. Anche loro vogliono governare le cose dall’alto. Tentano di assomigliare a Berlusconi, quello è il modello, mentre il vero modello dovrebbe essere la democrazia. Capisco che ai partiti piaccia l’ordine, ma cultura e informazione, per loro natura, sono disordinate”.

Andrete in onda lo stesso?
“Condurrò la battaglia insieme con i colleghi e con la Fnsi. Poi faremo una puntata di Annozero il 25 marzo, alla vigilia delle elezioni. Non so dove, né come. In piazza, su Internet, ma la faremo”.

Cosa teme Berlusconi dai vostri programmi?
“È più facile togliere il consenso a un leader che a un partito. Dunque l’immagine che Berlusconi si è costruito non va in alcun modo intaccata”.

Meglio il filtro dei telegiornali. Del Tg1.
“Il percorso narrativo dei tg è molto prevedibile. Non ci sono grandi differenze tra di loro. La forza del telegiornale non sta in come racconta una notizia, ma nel dettare l’agenda della realtà a una grande massa di persone”.

Oggi con Vespa siete sulla stessa barca. Ma il conduttore di Porta a porta la accusa in sostanza di aver indotto la politica a questo black out.
“Annozero esprime un pezzo di opinione pubblica che Berlusconi non vorrebbe che fosse rappresentato. A noi però ci guardano a sinistra e a destra. Basta leggere i giornali di quella parte che dedicano 20 pagine ogni settimana a me e alla trasmissione. Certo, se tutti fossero simili a Vespa forse il problema della cancellazione non si sarebbe posto. Ma la differenza tra me e lui è che io farei le barricate per difendere il suo diritto di esprimersi, lui non restituirebbe il favore. È la cosa più sgradevole. Poi, va aggiunto uno sprazzo di verità. La trasmissione di Vespa è vecchia e in affanno. Nessuno lo dice perché è la terza camera dello Stato. Ma i dati d’ascolto parlano chiaro. Penso ci sia un collegamento tra le sue accuse ad Annozero e i numeri dell’Auditel”.

(02 marzo 2010)

more info a Milano (facebook):
http://www.facebook.com/event.php?eid=334632052333&ref=mf

more info a Roma (facebook):
http://www.facebook.com/event.php?eid=379956323985&ref=mf

cit:

RAI – DOMANI PROTESTA DEL POPOLO VIOLA A VIA TEULADA: FLORIS TRASMETTA SU INTERNET

La sospensione di Ballarò e Anno Zero, decisa dal Consiglio di amministrazione della RAI viola le norme costituzionali sulla libertà di stampa e di parola. “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure “, così recita l’articolo 21 della Costituzione Italiana ed è per difendere anche questo diritto che abbiamo organizzato l’imponente manifestazione di sabato scorso in Piazza del Popolo a Roma. Noi non ci stiamo alle censure, per questo il Popolo Viola di Roma, insieme ai comitati BOBI BOicotta il BIscione ed a Liberacittadinanza invita tutti i cittadini a ritrovarsi a Roma, in Via Teulada, davanti agli studi di Ballarò, il 2 marzo dalle ore 20 in poi. Nel caso prosegua la sospensione metteremo a disposizione una diretta internet per trasmettere via streaming su Facebook (pagina del popolo viola) e sui nostri siti (www.ilpopoloviola.it) una trasmissione speciale di Ballarò che mettiamo a disposizione del giornalista Giovanni Floris.

tutti a via teulada 66! stasera 2 marzo 2010 ore 20 in poi!..

pacificamente, pacatamente, serenamente ..
: – )

Subject:
Re: NON CensureRAI? [fratel Papi e altre storie]
Date:
Tue, 02 Mar 2010 15:34:50 GMT
From:
L <parmenide_2002@yahoo.it>
Organization:
[Infostrada]
Newsgroups:
it.cultura.filosofia, it.media.tv, it.politica
References:
1 , 2

aanselm wrote:
>
> L:
> > https://ondaviolatv.wordpress.com/2010/03/02/non-censurerai-fratel-papi-e-altre-storie/
>
> .. e un tuo commento sulla censura in generale?
>
> Non a caso si discute di censure tecniche (sembra involontarie) e censure dovute.
>
> Ciao.
>
> —
> A

Grazie della tua domanda Aanselm.

Io sostengo che è sempre il tempo delle parole.

Ma solo per chi usa le parole con un amore più grande di chi
ascolterebbe della musica perché ama ciò che gli dice.

Quando le parole divengono -come in questi giorni- un abbaiare in cui il
sindaco di Roma invita i propri militanti a “esprimere la loro rabbia”
allora io rimetto in fondo al comunicato di cui non ho ancora messo
alcuna parola a commento (sul blog) un discorso di Gandhi:

http://www.youtube.com/watch?v=c3pXxXzrjgQ

Siamo nel tempo della pazzia.

Al pazzo non puoi parlare poiché fraintende.

Devi capire il linguaggio del pazzo e abbandonare il tuo linguaggio.

Non perché io pensi che chiunque mai possa dirsi pazzo davvero: io penso
-infatti- che c’è sempre una logica ed un perché all’agire, seppure il
più delle volte misterioso anche a se stessi.

Ma è per dire che la esteriorità non racconta ciò che è sotto l’immago.

I fondatori di

it.cultura.filosofia.moderato

&

it.discussioni.psicologia

sanno che io fui uno dei pochi che mi opposi ai gruppi moderati e poi
-però- accettai di scriverci.

Lo feci, finché lo potei fare, perché io cerco le persone e non come
sono vestite.

Un primo problema lo ebbi qualche anno fa con it.discussioni.psicologia
perché mi fu censurato un post in cui esprimevo la mia idea su Cristo da
un punto di vista che non fu ritenuto abbastanza IT per un gruppo di
psicologia.

In un certo senso riconobbi l’errore e nel mio nuovo corso decisi di non
affrontare più l’argomento (religioni) per evitare censure, poiché mi
interessa troppo discutere di psicologia e per il resto l’ambiente è
molto interessante e i temi molto stimolanti.

Recentemente ho pistato i calli a chi moderava il gruppo di filosofia,
anzi diciamola in chiaro .. a Bonfanti (qf).

Non è qui da chiarire se le mie idee le avessi espresse in modo consono
o no: può darsi benissimo che ad avere torto sia stato io e che non mi
sia saputo esprimere per ciò che intendevo.

Ma -a prescindere dal merito- a me ciò che turba di più -> è dare
fastido agli altri.

Ecco perché ora mi espongo a scambiare due parole con te: perché c’è
almeno una persona interessata a ciò che avrei da dire.

Quindi mi sono autoescluso dal gruppo di filosofia moderato senza essere
stato censurato, se non disprezzato nel mio diritto di esporre il mio
pensiero che sarebbe stato osceno, ossia da non rendere pubblico -ad
avviso di chi mi redarguiva- ma impresentabile.

Ciò è profondamente contro il mio modo di relazionarmi, poiché -secondo
me- non c’è mai del materiale che non sia da esaminare, specificate le
ragioni per cui si esamina.

Persino la riesumazione di un cadavere può essere un atto proprio se è
fatto per accertamenti legali, per esempio, e non per satanismo.

Quindi io sono qui, ancora su internet, a disposizione di discutere del
+ e del – con chi voglia farlo, finché sia possibile.

Giorni fa ho avuto una esperienza un po’ dolorosa ma *illuminante*!

Mi è stato cancellato l’account da facebook compresa la

-possibilità di essere amministratore dei gruppi che avevo fondato (onda
viola tv, ad esempio, ma rimedierò poiché mi farò riaccrediatare dagli
altri amministratori)

-possibilità del materiale fotografico che _io_ avevo fornito a facebook

-possibilità di accedere ai miei dati personali di posta su facebook

-possibilità di accedere ai miei contatti su facebook (circa un
centinaio)

Quasi una esperienza di morte virtuale ..

: – )

Ma io mi ritengo un mistico, quindi

1) mi sono creato un altro account (cibernetics di nome, filosofo di
cognome)

2) ho ricontattato qualcuno

3) ho ripreso a scrivere con la libertà con cui scrivevo prima
aspettando che mi ammazzino fisicamente per poter farmi tacere, poiché
come ingegnere esperto in automatica e informatica -nonché persona
rispettosa degli altri- dubito che ci riusciranno in altro modo (anche
se non si può escludere: bastano delle false accuse, ad esempio).

Perché dico che mi è stata utile la mia esperienza di mistico?

Perché una persona la puoi ammazzare anche fisicamente, ma se è un
mistico -> non vive per la sola sua forma materiale e al fine della sola
materia.

La materia -da sola- ti può fare conoscere la malattia, la solitudine,
mille difficoltà.

Ma la mistica ti da un orizzonte da esplorare che non è solo contingente
ed è ben più ampio della contingenza.

Proprio oggi mi soffermavo sulle problematiche del DAP e altre sul
gruppo di psicologia e sottolineavo, in politichese laico, che anche la
psicologia si dovrebbe interessare delle tematiche della teleologia se
si propone psicoterapia.

Quindi, caro Aanselm, io non penso i problemi siano della forma, se ci
sono problemi, ma della sostanza.

Non importa se una persona scrive su un gruppo moderato o fuori, per la
mia sensibilità.

Io ci parlerei volentieri sia dentro che fuori.

Una sola condizione me lo impedirebbe e me lo impedisce: essere
considerato “persona non gradita”.

Ed è proprio per rispettare _la loro_ sensibilità che -per esempio- io
non scrivo nel gruppo moderato di filosofia, perché io non ho nulla
contro nessuno sia dentro che fuori i gruppi moderati, sia dentro che
fuori internet, compreso Bonfanti.

Se si ama esprimersi in pubblico, infatti, c’è l’onore e l’onere del
proprio dire.

Ma anche il rispetto di non molestare chi ti dica “qui però sei a casa
mia” (metaforicamente parlando).

Per alcuni con l’aprire la porta di casa c’è il rischio che molta
sporcizia il vento la porti dentro, mentre per costoro è essenziale
l’ordine e la pulizia, un modo di stare degli enti e dei concetti che
deve rispettare un qualche canone.

Forse è il desiderio di avere avuto il diritto di esistere e che gli sia
riconosciuta la relativa attività di incidere sul reale e dargli una
forma.

Ma ciò -dare una forma al reale a causa di ciascuno- io faccio notare ..
accade comunque!

: – )

Fa parte del nostro esistere e dare una qualche e qualsivoglia
impostazione al nostro fare .. persino se decidessimo di decidere di non
decidere, poiché -comunque- avremmo deciso ciò che ci connoterà con il
nostro agire, finché viventi.

Quindi io sgombrerei il campo di queste questioni di un agire moderato,
anche se so quanto i toni accesi possano trarre in inganno ed è per
questo che terminavo il blog di oggi con il discorso di Gandhi.

Mi augurei  -infatti- che sempre si scelga di parlarsi .. il “non ti
parlo più” -già da bambini- era -per me- una esperienza di sofferenza
inaudita, quasi una morte mistica, se avessi rinunciato a cercare di
capire.

Grazie della tua disponibilità e di questa occasione, ti sono obbligato,

L

P.S.
Meno male che c’è Carla Bruni:

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