La notte della democrazia? [riflessioni massmediali]

Consiglio di ascoltare (prima di leggere il blog di oggi) Santoro in questi due video girati il 3 marzo scorso, quando fu impedito ai programmi di approfondimento politico di andare in onda:

prima parte:

seconda parte:

Subject:
La notte della democrazia .. secondo un articolo su repubblica.it .. no .. solo cambiare tutto perché nulla cambi [il Gattopardo]
Date:
Sat, 06 Mar 2010 09:55:52 GMT
From:
L <parmenide_2002@yahoo.it>
Organization:
[Infostrada]
Newsgroups:
it.cultura.filosofia, it.politica, it.cultura.religioni

Non capisco -in sincerità- lo stupore di chi si indigna a babbo morto.

Il morto è la democrazia avendo consentito ad un privato -e a chi lo usi
come capro espiatorio- la occupazione del 100% dei maggiori media e di
oscurare -in campagna elettorale- *la libertà di stampa*(in tv, in
specie, presto anche su internet: con il decreto Romani), in ultimo.

Ma basterebbe ascoltare i lavori parlamentari (per esempio da radio
radicale .. nota bene “non sono radicale” .. ma perché non riconoscere a
radio radicale di essere uno degli ultimi avamposti del servizio al
pubblico?) .. per rendersi conto della protervia con cui si legifera in
parlamento.

La destra che “persino colpisce il suo stesso corpus naturale”, *i
militari*, non riconoscendogli le stesse garanzie che riconosce al
personale civile in termini di garanzie della salute.

Il punto è che la destra, questa destra ha paura.

Ha paura che la situazione vada fuori controllo: come in Cile, come in
Grecia.

Ed allora non esercita equità, ma cerca dove sono meno forti i poteri di
rappresentanza.

Ad esempio: non si sapeva che la FIAT avrebbe chiuso in Italia e aperto
all’estero?

Come ha combattuto Obama tale impostazione al ribasso di stampo cinese?

Con introdurre vincoli ed opportunità a chi aprisse fabbriche in USA.

Ed infatti la FIAT ha chiuso un accordo con la Chrysler.

E il governo italiano sa che FIAT chiude in Italia e va in Polonia a
dare 600 euro al mese ai polacchi e a fargli fare gli straordinari, ma
lì, in Polonia -> con il modello cinese: ossia o ti prendi quello che ti
do, oppure apro altrove, senza garanzie, agevolando un rapporto leonino,
togliendo la libertà di espressione e i diritti sindacali.

Ma l’errore maggiore -a mio avviso- è avere consentito alla Cina di
entrare nel mercato internazionale, dopo Piazza Tienanmen e senza
libertà di pensiero e diritti sindacali.

Questa corsa al ribasso .. ha il fondo della schiavitù .. già oggi
attuata specificatamente in Cina e tendenzialmente in tutti i paesi che
tollerino di commerciare con degli schiavisti.

L’orrore di consentire la schiavitù non è una questione nazionale, ma
internazionale.

E’ tempo di una elaborazione del pensiero che non sia marginale e/o
provinciale, del solo proprio orticello.

Se supereremo il gap di un ulteriore disagio sociale -senza proporre
soluzioni di convivenza civile- chi ci salverà dalla guerra civile?

Il problema base, la madre di tutti i problemi, non è che chi ha il
potere ne abusi, ma *i sistemi di controllo*, che per essere tali devono
essere trasparenti ed efficaci.

Il presidente della repubblica -recita la costituzione- è il garante
della applicazione della Carta Costituzionale.

La Carta Costituzionale dice che tutti rispondono alla legge senza
previlegi.

Chi avrebbe potuto farsi una legge interpretativa perché sotto schiaffo,
se non i più uguali ? (si studi Orwell nella “fattoria degli animali”).

Cosa può fare “il popolo”? ..i minus habens? .. ciascuno di noi, sempre
che rifiuti il sistema feudale cinese?

Finché c’è la possibilità di voto .. darsi una regolata .. non tanto per
la situazione attuale .. ma per ciò che un potere fuori controllo può
progettare. Poi tenersi informato, e vigialre anche sulla cosidetta
“opposizione” grazie alla quale (D’Alema ha rilasciato una intervista
poco credibile in questi giorni) -sebbene al governo- non si risolse il
conflitto di interessi sui media.

il link all’articolo a cui faccio riferimento ne “la notte della
democrazia”:
http://www.repubblica.it/politica/2010/03/06/news/rivolta_sul_web_per_il_decreto_salva_liste-2526146/

il rischio per chi pratica l’ignavia di correre in soccorso al
vincitore:

di B. Brecht:

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari

e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei

e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,

e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,

e io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,

e non c’era rimasto nessuno a protestare.

Grazie di questa occasione a tutti noi, finché ne potremo avere il
previlegio,

L

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