Avete rotto gli scatoloni? [interpretazione dei problemi nella presentazione delle liste elettorali ..]

Il Partito dell’Amore (PDL?) si è fatto carico di spiegare che le cose si fanno o per Amore o per Forza ..

National-Park-The-Bavarian-Forest

L’aneddotto di ieri in cui il ministro La Russa (la Rissa?) cercava di spiegare che ubi major minor cessat al solito personaggio che passa se non ci sono controlli di chi sia accreditato ad una conferenza stampa .. testimonia proprio che se le cose non si fanno bene dall’inizio di un qualunque evento pubblico poi c’è l’improvvisazione.

Ma ci possiamo permettere l’improvvisazione di fare le piscine olimpiche come sotto Bertolaso I, l’indiscutibile, o le centrali nucleari con personaggi che non hanno il concetto di come si risponde della responsabilità di fare le cose con grande professionalità?

Una fuga radiottiva sarà perdonabile?

(Mr B dopo le elezioni regionali darà il via all’insediamento delle centrali nucleari comprate dalla Francia e specie nel Lazio dove già esiste la centrale di Latina, oggi al solo scopo di studio e ricerca).

Segue il resoconto di Repubblica sulle giustificazioni di Mr B alla conferenza stampa di ieri:

per Amore .. solo per Amore?

Subject:
Per amore solo per Amore? [dinamica di “La Rissa”, o “la Russa”, amarcord][da repubblica.it]
Date:
Thu, 11 Mar 2010 08:53:21 GMT
From:
L <parmenide_2002@yahoo.it>
Organization:
[Infostrada]
Newsgroups:
it.cultura.filosofia, it.politica, it.discussioni.misteri

http://www.repubblica.it/politica/2010/03/11/news/orari_documenti_errori_e_scatoloni_ecco_le_repliche_alle_tesi_di_berlusconi-2587964/

cit:

Politica

Punto per punto la risposte dell’avvocato del Pd, Giovanni Pellegrino,
alla ricostruzione del premier
Il Cavaliere se la prende con i magistrati che impedirono ai ritardatari
di presentare le liste

Orari, documenti errori e scatoloni
ecco le repliche alle tesi di Berlusconi

di CARMELO LOPAPA

ROMA – Tutta colpa dei magistrati e dei radicali. Dell’intransigenza di
chi si è impuntato a far rispettare le regole e del Tar che si è
ostinato a ignorare il decreto-colpo di spugna che pure il governo aveva
prontamente confezionato. Assoluzione piena, invece, per i
rappresentanti del Pdl protagonisti del “pasticcio romano”. È un
j’accuse a tutto campo, quello che il presidente del Consiglio lancia in
una delle sue conferenze stampa fiume, dopo che anche il Tar ha escluso
una volta per tutte la loro squadra in provincia di Roma. Una difesa in
dieci capitoli alla quale risponde punto per punto

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l’avvocato Gianluigi Pellegrino,
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che in questo delicatissimo “contenzioso” difende il Pd con il professor
Vincenzo Cerulli Irelli e gli avvocati Federico Vecchio e Francesco
Rosi.
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Nel giorno in cui il Csm ha puntato il dito contro le pesanti accuse del
premier ai magistrati, Silvio Berlusconi torna ad attribuire una buona
fetta delle responsabilità per l’esclusione delle liste a due toghe.
Indicate per nome e cognome. Loro, Durante e Argento, nella
ricostruzione del leader Pdl, avrebbero escluso la lista “anziché
ristabilire l’ordine”. L’avvocato Pellegrino chiama in causa invece il
ruolo e la responsabilità dei presentatori della lista Pdl. Sono stati
“Milioni e Polesi, come risulta accertato negli atti dei carabinieri e
di altri pubblici funzionari, a non presentare la documentazione nei
termini di legge”. E i magistrati si sono limitati a “impedire ai
ritardatari di confondersi con coloro che avevano presentato le liste
tempestivamente”. Il Tar, poi, “non poteva fare diversamente. La legge
regionale, in materia elettorale, prevale sulla disciplina nazionale.

1. RESPONSABILITÀ
BERLUSCONI: “In quello che è accaduto non vi è stata alcuna
responsabilità riconducibile ai nostri dirigenti e ai nostri
funzionari”.

replica:
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PELLEGRINO: “I loro rappresentanti non hanno mai chiesto di presentare
la lista nel termine fissato dalla legge e cioè entro le ore 12 del 27
febbraio. Questo risulta accertato in atti dei carabinieri e di altri
pubblici funzionari che fanno fede sino a querela di falso. Non
l’abbiano fatto perché distratti o perché si contendevano documenti
fondamentali, non è rilevante ai fini dell’accertamento della verità”.
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2. LO SCATOLONE
BERLUSCONI: “Ore 11,40, i rappresentanti di lista del Pdl Giorgio Polesi
e Alfredo Milioni arrivano nella cancelleria con lo scatolone, come
confermano tre testimoni”.
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PELLEGRINO: “In realtà i testimoni potrebbero essere anche mille. Il
punto è che persino lo “scatolone” che hanno depositato l’altro ieri non
contiene la documentazione fondamentale per presentare una qualsiasi
lista. Mancano l’atto principale che attribuisce poteri ai presentatori,
le accettazioni delle candidature e le dichiarazioni di collegamento con
una lista regionale. E ancora, i simboli e l’autorizzazione ad
utilizzarli. Per questo la documentazione nello scatolone allora non fu
presentata nel termine richiesto e lunedì scorso non è stata accettata”.
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3. SALA ANGUSTA E GAZZARRA
BERLUSCONI: “Ore 12,30. Milioni raggiunge Polesi in fila, con
l’obiettivo di dare il cambio al collega, dato che la sala angusta non
consentiva la permanenza di entrambi. Non appena i due sono insieme
davanti alla porta della cancelleria, da parte dei rappresentanti di
altre liste, in particolare dai Radicali, viene inscenata una gazzarra
con la scusa che fosse in corso un atto illegittimo di manomissione
delle liste”.
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PELLEGRINO: “La sala d’attesa era molto ampia (circa 80 mq). Al Tar
abbiamo depositato anche le foto. La zona delimitata ha assolto la
semplice necessità di non confondere eventuali inammissibili ritardatari
con i presentatori in regola. La cosiddetta gazzarra, quindi, è stata
semplicemente dovuta al tentativo dei rappresentanti del Pdl di
confondersi con gli altri dopo le 12,30”.
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4. MANOMISSIONE
BERLUSCONI: “La manomissione delle liste è materialmente impossibile,
poiché ogni modifica avrebbe dovuto riguardare i 248 atti separati,
prestampati a macchina, e contenuti nel contenitore”.
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PELLEGRINO: “In realtà i punti sono due. Vi è stato oggettivamente il
tempo di modificare i contenuti dello scatolone ben oltre il termine di
legge. E comunque nello scatolone non c’erano i documenti fondamentali.
Perché dovrebbero avere l’indebito vantaggio di depositarli ora? Nemmeno
in un’elezione condominiale sarebbe consentito”.
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5. PARAPIGLIA
BERLUSCONI: “Ore 12,40. A seguito del parapiglia i delegati vengono
costretti a spostarsi di qualche metro e viene loro impedito, dai
radicali sdraiati per terra, di tornare alla documentazione lasciata
dietro la porta della cancelleria. Milioni e Polesi chiedono
l’intervento del magistrato e il presidente dell’Ufficio centrale
circoscrizionale, dottor Durante, appoggiato dal giudice Anna Argento,
anziché ristabilire l’ordine, decide di escluderli”.
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PELLEGRINO: “Ma i termini sono già ampliamenti scaduti. Ai delegati del
Pdl viene solo impedito, da parte dei magistrati, di confondersi con
coloro che tempestivamente avevano chiesto l’ammissione della lista. Se
i pubblici ufficiali lo avessero permesso, avrebbero commesso un
illecito. Il presidente del Consiglio avrebbe dovuto piuttosto lodarli”.
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6. ACCETTAZIONE TARDIVA
BERLUSCONI: “Ore 14. Il responsabile nazionale elettorale del Pdl,
Ignazio Abrignani, tenta inutilmente di far accettare comunque
dall’Ufficio la presentazione della lista, anche con tutte le riserve
del caso. Il prefetto informa Abrignani di aver avuto dal presidente
Durante precisa assicurazione che tutto sarebbe stato sanato a seguito
di un ricorso”.
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PELLEGRINO: “Abrignani non aveva titolo a chiedere alcunché, non essendo
presentatore. In ogni caso, il deposito tardivo sarebbe irrilevante ai
fini dell’ammissione che comunque doveva essere negata. Quindi, pur se
accertate, le violenze o irregolarità denunciate dal Pdl dopo le 12.30
non incidono sulla piena regolarità delle elezioni. I riferimenti al
prefetto non sono in grado di verificarli e comunque sono anch’essi
irrilevanti. I termini erano scaduti”.
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7. I CARABINIERI
BERLUSCONI: “Ore 17,40. Lo scatolone viene consegnato ai carabinieri, ma
la verbalizzazione da parte dei delegati presso i carabinieri si protrae
fino alle 19,30 e solo allora viene redatto il verbale. È privo di ogni
fondamento il rilievo fatto dal Tar circa il tempo intercorso fra il
prelevamento dei documenti presso la cancelleria e l’arrivo presso il
comando dei carabinieri”.
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PELLEGRINO: “Lo scatolone è rimasto incustodito pure in precedenza, fino
alle 14. I carabinieri hanno verbalizzato che la consegna a loro è
avvenuta alle 19,30. E non alle 17,40, come sostiene il presidente
Berlusconi. In ogni caso, come accertato definitivamente dall’ufficio
elettorale, nel plico non c’erano gli atti fondamentali e questo sgombra
il campo da ogni questione”.
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8. MARCHIANO ERRORE
BERLUSCONI: “La documentazione ripresentata all’Ufficio elettorale
lunedì 8 marzo è la stessa che era in possesso dei delegati del Pdl
all’ingresso in tribunale. È stato frutto di un marchiano errore da
parte dell’Ufficio circoscrizionale il non aver registrato gli arrivi
entro le ore 12 dei presentatori delle liste in attesa”.
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PELLEGRINO: “L’unica documentazione sulla quale vi è un minimo di
certezza che il pomeriggio del 27 fosse presso il tribunale, è quella
contenuta nello scatolone che lunedì è stato aperto. Gli uffici sono
tenuti a ricevere le liste nei termini di legge da parte di chi lo
chieda. E non certo a registrare le presenze di chi agli uffici non si
rivolge affatto”.
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9. IL DECRETO
BERLUSCONI: “I rilievi del Tar sono privi di pregio in relazione
all’inapplicabilità del decreto legge interpretativo, dato che la norma
regionale del Lazio richiama espressamente la norma nazionale oggetto
dello stesso decreto”.
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PELLEGRINO: “Lo stesso presidente Berlusconi ha evidenziato come nove
regioni italiane hanno una disciplina del procedimento elettorale meno
formalista con riguardo alle firme. È la conferma della prevalenza della
disciplina regionale come del resto la Corte costituzionale ha più volte
ribadito. Peraltro, non applicare il decreto vuol dire salvaguardare le
elezioni che verrebbero altrimenti travolte dall’accoglimento dei
ricorsi proposti dalla Regioni”.
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10. IL NO DEL TAR
BERLUSCONI: “Il decreto legge andava in concreto applicato dal Tar,
secondo la successiva interpretazione autentica”.
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PELLEGRINO: “Credo lo dica come parte in causa, in quanto come capo del
governo sarà sicuramente fiero del fatto che nemmeno il decreto abbia
“salvato” la lista: altrimenti la norma manifesterebbe l’ulteriore
incostituzionalità di non essere generale e astratta ma scritta ad hoc,
peggio ancora per una lista del partito del premier. Inoltre, il capo
dello Stato non avrebbe mai firmato una norma dettagliatamente forgiata
per attribuire un vantaggio ad una specifica parte. Per questo, la
pronuncia del Tar non smentisce affatto anzi conforta il presidente
della Repubblica”.
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(11 marzo 2010)

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1 Response to “Avete rotto gli scatoloni? [interpretazione dei problemi nella presentazione delle liste elettorali ..]”


  1. 1 ginolino72 11 marzo 2010 alle 13:04

    Ecco un mail di Silvio Berlusconi arrivata alla redazione dell’Occidentale nella quale il premier consiglia la Polverini di non abbattersi per la provvisoria esclusione dalle liste elettorali e le svela le mosse fondamentali per riuscire ad ottenere un bel successo http://www.loccidentale.it/articolo/una+mail+di+berlusconi+alla+polverini+su+come+vincere+le+elezioni.0087598


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